giovedì 6 agosto 2026

Società di Gesù: «Non date le cose sante a cani e porci»

 Gesù: «Non date le cose sante a cani e porci»

Dalle riflessioni teologiche e filosofiche del Sacro Ordine Societas Jesu Christi – Società di Gesù – il Reverendissimo Gran Priore*. Uno dei pochi, e forse l'unico, quotidiano nazionale italiano a scrivere l'esatta frase di Gesù sulla condivisione o meno dei cibi e delle bevande sacre con altre religioni è “La Verità” con un articolo richiamato in prima pagina il 5 gennaio 2026. Per “cibi e bevande” s'intende non solo la distribuzione degli alimenti delle Caritas diocesane ad appartenenti di altre religioni “avversarie” al Cristianesimo, ma, e in particolare, la condivisione di usi e consuetudini cristiane con costoro. Il rispetto per la donna in primis.

Matteo 7.6 ha scritto su Gesù: «Non date le cose sante ai cani e non gettate le vostre perle davanti ai porci, perché non le calpestino con le loro zampe e poi si voltino a sbranarvi». La stessa interpretazione autentica venne adottata e diffusa anche da Sant'Agostino «Non è giusto prendere il pane dei figli e gettarlo ai cani» e poi: «Io sono stato mandato solo per le pecore smarrite del popolo d'Israele» quindi per la riforma dell'Antico Testamento e l'auspicio rivolto ai “Figli di David al ravvedimento”, rinunciando pertanto ad adottare, ad esempio, quelle “Leggi” odiose come la Legge del taglione “Occhio per occhio, mano per mano” una prassi peraltro usata ancora oggi in molti territori del mondo islamico come punizione per furti o idolatrie.

Firmato:

*Dott. Prof. Amedeo Recchi Ripani

Giornalista

Reverendissimo Gran Priore del Sacro Ordine di Gesù



sotto: una saletta di preghiera e attesa in una Caritas diocesana: il servizio mensa ha dovuto sostituire la carne di maiale con carne di pollo e mucca, vedi lato sinistro con la scritta in arabo, anche per evitare scene di violenza poste in essere da alcuni fondamentalisti islamici



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giovedì 25 dicembre 2025

Società di Gesu: il Primo Natale di Papa Leone XIV

Società di Gesù:

il Primo Natale di Papa Leone XIV


www.SocietasJesuChristi.it in collaborazione con la Redazione ROMA News. 25 Dicembre 2025. Da Piazza San Pietro – Vaticano – Roma. Si è celebrata la Santa Messa Presieduta da Papa Prevost, la prima nelle vesti di Pontefice Leone XIV. L'Omelia incentrata sul concetto di “Disarmati e Disarmanti” come disarmato e disarmante è un bambino appena nato, privo di oggetti atti ad offendere e bisognoso di tutte le attenzioni dei Grandi (della Terra). La Pace, instancabilmente evocata dal Papa, si ottiene prima e meglio aprendosi al cristianesimo e al Dio incarnato, laddove invece tutti corrono a “Fare Dio” opprimendo le popolazioni più deboli e decidendo come e dove armarsi per uccidere il prossimo. Presenti all'evento anche gli esponenti del Sacro Ordine Societas Jesu Christi  (Società di Gesù)

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lunedì 22 giugno 2020

il Corriere Piccolo festeggia il 5° Anniversario Enciclica Laudato Si di Papa Francesco su www.SocietasJesuChristi.it

il Corriere Piccolo festeggia il 5° Anniversario Enciclica Laudato Si di Papa Francesco su www.SocietasJesuChristi.it

www.SocietasJesuChristi.it Domenica 21 Giugno 2020, dal Vaticano. Per festeggiare il 5° Anniversario dell'Enciclica Laudato Si di Papa Francesco, la Società di Gesù Societas Jesu Christi ha scelto l'immagine del Corriere Piccolo (in fotocopertina servizio) un uccellino bellissimo e intelligentissimo, che ha un "nome giornalistico" sembra il nome di una Testata Stampa famosa. Il "nostro Corrierino" invece è un volatile di razza protetta che vive solo in pochissime Aree Ambientali con una NATURA INCONTAMINATA ed una particolarissima e rara vegetazione. il Corriere Piccolo raffigurato nella foto è una femmina, la particolarità si vede dalla coda aperta per tentare di proteggere le sue quattro uova poco distanti, con i piccoli che sono nati pochi giorni dopo ma subito uccisi dopo appena 4 giorni di vita da uno sversamento di idrocarburi. E' una storia triste NON RIPORTATA DA ALCUN GIORNALE TRADIZIONALE CARTACEO O ON LINE tranne TheObservatory.it il sito dell'Agenzia di Stampa dell'Osservatorio sulla Giustizia LINK . Questa è una cronaca ambientale che può tranquillamente rappresentare il pericolo di sterminio delle RAZZE, anche di quella UMANA, per continuare ad inseguire un ritmo di vita e di sviluppo economico/industriale INSOSTENIBILE basato ancora nel terzo millennio sulle energie fossili nonostante le ricerche tecnologiche permetterebbero di usare IN VIA ESCLUSIVA LE ENERGIE RINNOVABILI. Tutto ciò è incredibile anche ripensando i tre mesi di ARRESTI DOMICILIARI DI TUTTI NOI in conseguenza della diffusione del Covid19: non appena è stato possibile riprendere la macchina TUTTI hanno ricominciato ad inquinare come prima, invece di utilizzare biciclette o altri mezzi ecosostenibili. Non è un caso che il VIRUS SI SIA DIFFUSO IN PARTICOLARE NELL'AREA SUPERINQUINATA DELLA VAL PADANA: i virus si sviluppano e si diffondono meglio laddove esiste inquinamento, L'UOMO SE CONTINUERA' COSI' SI AUTODISTRUGGERA' NEL BREVE PERIODO. 
Recensioni e Libri consigliati
... ma se proprio si vuol continuare (o si deve per motivi di lavoro) usare la macchina si punti oltre all'elettrico anche all'IDROGENO, come voleva fare il Governatore (ex Democristiano) Formigoni che voleva convertire tutto il parco mezzi della Lombardia con questa energia ecosostenibile. Marco Alverà, Amministratore delegato della SNAM, ha presentato a tal proposito un Libro che il nostro Sacro Ordine consiglia, dal Titolo "Rivoluzione Idrogeno, la piccola molecola che può salvare il Mondo" (RAI 3, TG3 "Linea Notte ore 23,30 del 4 Agosto 2020). Premio Gran Galà della Stampa 2020 (sotto: l'attestato originale)

venerdì 24 gennaio 2020

Società di Gesu: il Gran Giubileo del Giornalista, 20anni dopo

Società di Gesù
il Gran Giubileo del Giornalista, 20anni dopo
24 Gennaio 2000 - 24 Gennaio 2020, 20 anni dopo. I Giornalisti festeggiano il loro Patrono dopo 20 anni ad Ascoli Piceno, luogo dove il Vescovo Silvano Montevecchi aveva celebrato il Grande Giubileo del Giornalista il 24 Gennaio 2000, giorno del Patrono San Francesco di Sales, con il Presidente Nazionale dell'UCSI Luigi Feriozzi e una ventina di Giornalisti locali e nazionali tra cui il Priore del Sacro Ordine di Gesù “Societas Jesu Christi” Prof. Amedeo Recchi Ripani, direttore nazionale dell'Osservatorio sulla Giustizia “The Observatory of Justice” (a destra del Vescovo nella fotonotizia articolo del “Corriere” di fine gennaio 2000 in rassegna stampa sotto). Il 25 Gennaio 2020, di sabato per motivi organizzativi (il giorno dopo rispetto al calendario della Festa del 24 gennaio), l'Ordine dei Giornalisti tiene un apposito seminario formativo sulla Comunicazione della Chiesa, con il docente Prof. Giovanni Tridente della Pontificia Università della Santa Croce e con il Consigliere dell'Ordine regionale Simone Incicco. In fotocopertina servizio: la Cattedrale di Sant'Emidio di Ascoli, riprodotta nella medaglia (foto sotto) consegnata dal Vescovo Silvano Montevecchi ai Giornalisti che parteciparono al Giubileo del Giornalista del 24 gennaio 2000. Ultima foto in coda: la tessera dei Giornalisti che parteciparono al Giubileo internazionale dei Giornalisti in Vaticano nel 2000. Intanto oggi, 24 Gennaio 2020, in occasione della relativa Giornata Mondiale della Comunicazione (sempre celebrata per “L'Altro Francesco” cioè San Francesco di Sales) Papa Francesco ha sottoscritto un importante documento nel quale sottolinea il fatto che non tutte le Notizie sono “buone”, citando come esempi di eccellenza le “Sacre Scritture” (rectius: “La Buona Novella” o “Buona Notizia” che dir si voglia”) e “I Promessi sposi” del Manzoni.


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sotto: FotoCronaca Evento

25 Gennaio 2020 Ex Seminario Arcivescovile di Ascoli Piceno. Scaletta degli interventi previsti ribaltata per l'arrivo, inizialmente non previsto, di S.E. Mons Giovanni D'Ercole, Arcivescovo di Ascoli Piceno, contestualmente all'intervento del Presidente dell'Ordine regionale Franco Elisei, anche questo intervento inizialmente non previsto. L'Arcivescovo ha richiamato all'attenzione dei Giornalisti alcune peculiarità del Santo Patrono San Francesco di Sales per il corretto e cristiano esercizio della Professione, oltre ovviamente all'approfondimento della Lettera di Papa Francesco sottoscritta ieri 24 gennaio in occasione della giornata per le Comunicazioni Sociali dedicata a San Francesco di Sales. Il Presidente Elisei ha sottolineato gli aspetti della professione ribadendo il “Dovere di Cronaca” (che supera il “Diritto di Cronaca”) con le relative responsabilità di chi scrive il pezzo. Sala dell'auditorio strapiena tutti i posti a sedere erano occupati e molti hanno dovuto partecipare all'evento rimanendo in piedi. Tra gli intervenuti: il Priore del Sacro Ordine di Gesù “Societas Jesu Christi”, Prof. Amedeo Recchi Ripani (giornalista fotoreporter che ha realizzato questo servizio: foto sopra nel riquadro in basso a destra con l'Arcivescovo D'Ercole e il Presidente Elisei); il responsabile USSI Marche: Andrea Carloni, celebre giornalista televisivo delle reti del Gruppo Pieralisi TV Centro Marche (nella foto sotto con il Direttore del Periodico Diocesano "La Vita Picena" e Consigliere dell'Ordine Giornalisti Marche Don Gianpiero Cinelli) e molti altri giornalisti Nazionali e Locali, famosi o meno famosi, impossibile citarli tutti.
 Sopra: Mons D'Ercole e la platea dei Giornalisti;
sotto: Franco Elisei Presidente dell'Ordine regionale
 sotto: a sinistra Don Giampiero Cinelli, consigliere Ordine Giornalisti Marche e Direttore "La Vita Picena" con il giornalista Andrea Carloni responsabile USSI Marche

sopra e in apertura (FotoCopertina): La Cattedrale
sotto: l'ex Seminario Arcivescovile, sede dell'incontro con i Giornalisti e il Vescovo

servizio realizzato dal Direttore dell'Osservatorio sulla Giustizia
(foto sotto) Amedeo Recchi Ripani priore del Sacro Ordine
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sabato 18 gennaio 2020

Società di Gesù: Salvini e Gratteri, Giustizia AntiMafia nel segno di Gesù Cristo

Società di Gesù: Salvini e Gratteri, Giustizia AntiMafia nel segno di Gesù Cristo

Catanzaro 17.1.2020 L'Ex VicePremier Ministro dell'Interno Cav. Sen. Matteo Salvini incontra il Procuratore AntiMafia dott. Nicola Gratteri nel suo ufficio nel Palazzo di Giustizia a Catanzaro. Nella foto scattata in diretta RAI TG2 si immortala, in Primo Piano, un imponente Crocifisso ligneo a rivendicare l'appartenenza cristiana di un Alto Magistrato impegnato nella lotta conttro le mafie di ogni genere, in primis contro la 'Ndrangheta. 

mercoledì 25 dicembre 2019

Societas JesuChristi Società di Gesù Auguri in Diretta dal Vaticano: la Lettera del Priore

www.SocietasJesuChristi.it Società di Gesù
Auguri in Diretta dal Vaticano:
la Lettera del Priore
www.SocietasJesuChristi.it 25.12.2019 come tradizione il sito Ufficiale del Sacro Ordine di Gesù "Societas Jesu Christi" pubblica la Lettera Augurale di Fine Anno redatta dal Giornalista giuridico economico Prof. Amedeo Recchi Ripani direttore dell' Osservatorio sulla Giustizia (sopra: scansione originale della Lettera che può essere chiesta in formato A4 stampabile in PDF mandando un messaggio facebook sulla pagina Ufficiale vedi Link dominio; sotto: scansione della diretta su RAI Uno della Santa Messa di Natale in Vaticano 24.12.2019 ore 22,40)

martedì 26 novembre 2019

Vittorio Sgarbi Cavaliere Ordine di Gesù Societas Jesu Christi

Vittorio Sgarbi Cavaliere dell'Ordine di Gesù
Societas Jesu Christi


www.SocietasJesuChristi.it Roma, dalla Basilica dell'Imperatore Costantino Augusto, 26.11.2019. E' stato conferito oggi il Titolo di "Cavaliere di Giustizia" del Sacro Ordine Societas Jesu Christi, Società di Gesù, al celebre Critico d'Arte e uomo politico Vittorio Sgarbi per aver in più occasioni difeso pubblicamente la presenza del Crocifisso e degli altri simboli artistici Cristiani nei luoghi pubblici. (sopra: la scansione dell'Attestato di Nomina; sotto: due scansioni di trasmissioni televisive "Post" del TG2 e "Virus" il contagio delle idee, RAI2). Il servizio dell'immagine in fotocopertina/attestato è relativo al servizio "I Luoghi della Fede" a cura del Giornalista fotoreporter Prof. Amedeo Recchi Ripani, Priore Reggente dell'Ordine. Link Servizio




venerdì 12 luglio 2019

LEONARDO DA VINCI Principe del Sacro Ordine di Gesù www.SocietasJesuChristi.it

LEONARDO DA VINCI
Principe del Sacro Ordine di Gesù
Tra le varie teorie massoniche sull'appartenenza o meno del grande Leonardo Da Vinci a Congregazioni riconducibili al nostro Sacro Ordine è ora di fare chiarezza una volta per tutte: il grande Architetto inventore e genio rinascimentale è stato Ufficialmente nominato post mortem Principe Ufficiale (storico) del Sacro Ordine Societas Jesu Christi dall'attuale Principe Ufficiale reggente Prof. Amedeo Recchi Ripani. Tale atto è consultabile nella cronologia nomine del Sacro Ordine. Nella scansione: la pubblicazione del sito ufficiale su Leonardo Da Vinci.

Società di Gesù, Societas Jesu Christi, citazioni e libri storici

Società di Gesù, citazioni e libri storici
scavando nelle recensioni storiche fin qui pubblicate, ci piace la definizione che è stata data al nostro sacro ordine dallo scrittore storico Renzo Paternoster nel suo libro "La Politica del Male": Sacro Ordine societas Jesu Christi, «Una forma di VITA CONSACRATA con una Missione di tipo Militare e BENEDETTA DALLA CHIESA. Ordini Religioso-Militari che combattono in nome della Fede un nemico totale (rectius il fondamentalismo islamico o Stato Islamico - ISIS »

lunedì 27 maggio 2019

Matteo Salvini Cavaliere dell'Ordine di Gesù

Matteo Salvini Cavaliere dell'Ordine di Gesù
Roma 27 maggio 2019. Matteo Salvini nominato Cavaliere del Sacro Ordine Società di Gesù ("Societas Jesu Christi" scansione attestato sotto) per le manifestazioni di fede esercitate in pubblico anche durante l'ultima importante conferenza stampa delle ore 00,55 del 27.5.2019 (scansione sopra) per il commento alla vittoria nelle elezioni europee. Il Senatore Leader della Lega ha pubblicamente ringraziato Gesu Cristo tenendo in mano la sua croce e ribadendo l'identità cristiana dell'Europa.



giovedì 4 aprile 2019

Societas Jesu Christi: "CHRISTUS VIVIT" Lettera ai Giovani firmata a Loreto

Societas Jesu Christi
"CHRISTUS VIVIT" Lettera ai Giovani firmata a Loreto da Papa Francesco
Abbiamo deciso di pubblicare solo uno stralcio di una delle ben 90 pagine del libretto con cui è stata pubblicata il 2 aprile 2019 la Lettera PostSinodale indirizzata ai Giovani da Papa Francesco, firmata nella Santa Casa di Nazareth a Loreto il 25 marzo 2019, davanti l'effige della Madonna per affidarle spiritualmente e fattivamente l'indirizzo di tutti coloro a cui è rivolta. La Lettera è suddivisa in Capitoli e Commi, la pagina che abbiamo scelto, per sintesi, è quella relativa alla Famiglia e all'Amore dei Giovani, in precisione i commi 259. 260 e 261 nei quali viene precisato il "non tabù" della Chiesa verso il sesso e la sessualità, precisando però che deve trattarsi di vero amore e praticato tra maschi e femmine (comma 260) e ribadito nel comma successivo (261) "tra uomo e donna", stroncando ogni eventuale aspettativa da parte di vari politici ansiosi di poter attuare normative locali o nazionali a favore della cosiddetta "Famiglia transgender". Il Pontefice, Capo della Chiesa Cattolica Cristiana, ha inteso bene dare un Titolo ad effetto alla Lettera: CHRISTUS VIVIT !! Cristo è vivo! ed è al fianco di ciascuno di noi e non finirà mai di amarci e di essere nostro amico!




mercoledì 20 febbraio 2019

1929 2019 Compie 90 anni il Patto tra Mussolini e il Vaticano

1929 2019 Compie 90 anni il Patto tra Mussolini e il Vaticano
1929 2019 Compie novant'anni il Patto tra Mussolini e il Vaticano per il riconoscimento del minuscolo Stato Pontificio in Italia dopo la caduta del 1870 a seguito della storica "Breccia di Porta Pia". Quindi per quasi 60 anni lo stato italiano non ha saputo come regolarsi con la residenza pontificia dal 1870 fino al 1929, essendo venuto meno in quel lungo periodo lo Stato Temporale della Chiesa e il potere del Pontefice sui territori del vastissimo ex "Impero" Pontificio che comprendeva gran parte del centro Italia. sopra e sotto: la rassegna stampa televisiva tratta dal TG uno e dal TG 2 dell'undici febbraio 2019, a cura del Sacro Ordine Società di Gesù Societas Jesu Christi www.SocietasJesuChristi.it
 
 

 

domenica 6 gennaio 2019

Società di Gesu: ecco il nuovo Segno della Croce

Società di Gesu:
ecco il nuovo Segno della Croce
DIO è Padre e Madre. Quante volte abbiamo sentito dire questa meravigliosa frase. Sarebbe bene dar seguito a questo Sacro Principio con la necessaria ed inevitabile modifica al segno della Croce che ci facciamo tutti i giorni prima, durante e dopo la Preghiera. Dio è anche Madre laddove si intenda avallare tale Credo nella Figura della Madonna, che oltre ad essere Madre di Dio Incarnato, cioè Gesù, è anche madre di tutti noi che crediamo in Lei come AVVOCATA NOSTRA. Chi meglio di una Madre può parlare ad un Figlio? Per questo la Madonna è Avvocata nostra: perché intercede per noi presso il cospetto di Suo Figlio, Patrocinando (proprio come un Avvocato) le nostre Istanze (rectius Preghiere). Quindi, da ora in poi, per chi crede nella intercessione della Madonna alle Preghiere, sarebbe bene fare il segno della Croce così come indicato nello schema in alto: 1 Nel nome del Padre (toccandoci la fronte); 2 della Madre (toccandoci il centro del petto); 3 del Figlio (toccandoci lo sterno sul petto poco più in basso) e 4 dello Spirito Santo (toccando prima la spalla sinistra poi la destra). Amen.

giovedì 20 settembre 2018

il Papa di Siena e il Sacro Ordine di Gesu su RAI Storia www.SocietasJesuChristi.it

il Papa di Siena
e il Sacro Ordine di Gesu su RAI Storia
E' opportuno ricordare le Opere di Papa Pio II Enea Silvio Piccolomini, il Papa della Bellezza e della tutela dei Cristiani dalle invasioni islamiche. Per l'occasione ripubblichiamo alcuni stralci della messa in onda in RAI storia di importanti documenti. In effetti girano su internet dei falsi storici proposti da wikipedia circa la scomparsa del Sacro Ordine di Gesu "Societas Jesu Christi". La verità è che la "Enciclopedia su Internet" neanche era a conoscenza dell'esistenza dell'Ordine, fino a che, nel 2007, gli venne notificata dal Priore in carica, il Prof. Amedeo Recchi Ripani, celebre giornalista giuridico economico, fondatore a Milano dell'Osservatorio sulla Giustizia ("The Observatory of Justice") testata internazionale e nazionale Registrata al Registro Nazionale della Stampa al n° 6894roc. (sotto: una scansione dei vari commenti registrati su wikipedia per il Sacro Ordine). L'Ordine ha sempre resistito agli attacchi, prima dei mussulmani, poi dei revisionisti storici che ne volevano cancellare l'esistenza a favore del secondo Ordine di Gesu, cioè quello fondato molti decenni dopo da Sant'Ignazio di Loyola, ordine a cui appartiene l'attuale Papa Francesco. ... ma, come si usa dire in termini giuridici: "Prior in Tepore Potior in Iure". Il Primo Sacro Ordine di Gesù è stato rinnovato e notificato al Santo Padre San Giovanni Paolo II nel Giubileo del 2000, ricevendone la Benedizione Apostolica.
sopra: i commenti del 2007 di Wikipedia sulla pubblicazione. 


sopra: ultima scansione sui clamorosi FALSI STORICI di Wikipedia che vorrebbe far credere decaduto l'Ordine nel 1479 mentre 91 anni dopo vinceva la celebre Battaglia di Lepanto con l'Unione della Lega Santa fondata da Papa Pio II a Mantova nel 1459

Al di là delle "fake news" di Wikipedia, i risultati giusti si ottengono oggi (ricerche del 27.9.2018) cercando su Google il Sacro Ordine Società di Gesù con la dicitura originale in latino "Societas Jesu Christi" scansioni sotto, Prima Pagina dei risultati

sotto: il Torrione voluto da Papa Pio II a Civitanova Marche per coprire l'eventuale ritirata del Pontefice verso Siena o Roma in caso di attacco del nascente Impero Ottomano a cui aveva "Dichiarato Guerra" con la costituzione della Lega Santa. Il Pontefice conosceva bene questa importantissima e strategica Diocesi che comprendeva la costa e l'entroterra del Fermano Maceratese per aver ricoperto come primo incarico Ecclesiale la posizione di Segretario dell'allora potentissimo Arcivescovo di Fermo Cardinal Capranica (vedi cronologia sotto) membro eminentissimo dello storico Concilio di Basilea

Enea Silvio Piccolomini, Sua Santità Papa Pio II
Vita e cronologia delle opere  

1405 18 ottobre, nascita da Silvio Piccolomini e Vittoria Forteguerri, a Corsignano.

1405-1423 Infanzia e adolescenza di Enea Silvio Piccolomini in Corsignano, borgo rurale in Val d’Orcia a 53 Km a sud-est di Siena.

1424-1428 Studente in Giurisprudenza nello studio di Siena, ospite della famiglia de’ Lolli, zii paterni. E studioso assiduo, geniale; si rivela presto «poeta latino» estemporaneo, non privo di esuberanze giovanili e goliardiche. Restano n.3 elegie non prive di grazia, «ad Cynthiam»; congeniali a Properzio.

1429-1431 A Firenze a scopo di studio, Bologna, Ferrara, Padova e Milano. A Ferrara incontra e stringe amicizia con il medico Benzi Socino, per cui compone un carme latino Nymphilexis, ora perduto. Benzi Socino assisterà Pio II, morente in Ancona il 14 agosto 1464.

1431 Dopo aver studiato alle università di Siena e Firenze, si stabilì a Siena come insegnante, ma nel 1431 accettò il posto di segretario di Domenico Capranica vescovo di Fermo.

sotto: la Cattedrale Duomo di Fermo. Uno dei primi incarichi ecclesiali per il futuro Papa Pio II Enea Silvio Piccolomini fondatore del nostro Sacro Ordine di Gesù fu proprio presso la Diocesi di Fermo, come Segretario di Curia Arcivescovile con il Cardinal Capranica

1431-1432 Ritorno a Siena e partenza per il Concilio di Basilea come segretario del Cardinale Domenico Capranica, la cui nomina a Cardinale non era stata ratificata da papa Eugenio IV.

1433-1434 Di nuovo a Milano e poi a Bologna e a Basilea al servizio del Cardinale Niccolò Albergati, dal titolo di Santa Croce, prelato dei più colti e virtuosi, ossia lodato da Vespasiano da Bisticci nelle sue «Vite degli uomini illustri del secolo XV».

1435 E ancora a Siena, Firenze e Milano con il vescovo Bartolomeo di Novara e al servizio di Filippo Maria Visconti. Viaggio ad Arras con il cardinale Niccolò Albergati e ambasciatore di questo in Scozia, presso il re Giacomo I. Visita parte dell’Inghilterra e Londra. Pace di Arras fra Carlo VII, re di Francia, e Filippo il Buono, duca di Borbogna.

1436 E. S. Piccolomini lascia il servizio del cardinale Albergati e torna a Basilea.

1436-1444 E'segretario molto attivo e abbreviatore, cioè scrittore di lettere e di ordini del giorno, in latino, nel Concilio di Basilea.

1437 Va a Milano e torna subito a Basilea.

1438 Deposizione a Basilea del Papa Eugenio IV.

1439 Elezione dell’Antipapa Felice V, Amedeo VIII duca di Savoia, che aveva abdicato in favore del figlio Luigi (o Ludovico), fin dal 1434 e viveva a Ripàglia sul lago di Ginevra, conducendo una vita quasi da eremita.

1439-1442 E. S. Piccolomini è primo e autorevole segretario dell’Antipapa Felice V. Si reca ambasciatore alla dieta di Francoforte sul Meno, dove Federico d’Asburgo, V duca d’Austria,è coronato III re dei Romani e designato come Imperatore del Sacro Romano e Germanico Impero. E. S. Piccolomini è invitato ad entrare in servizio della sua corte e il 27 luglio 1442 è coronato col lauro poetico dallo stesso Federico III.

1442-1443 E. S. Piccolomini, poeta, lascia Felice V ed entrato al servizio di Federico III, assume un atteggiamento neutrale fra il Papa Eugenio IV e l’Antipapa Felice V.

1444 Entrato nella corte del re de’ Romani Federico III, gode la benevola protezione del primo cancelliere Gaspare Schlick. Per il quale scrive la procace ed elegante novella, fin troppo celebrata e famosa, «De doubus amantibus», storia di un adulterio, un’avventura quasi patetica e sentimentale, ma non tragica. Il racconto, in prosa latina di gaia chiarezza, ricorda molto di Ovidio e Properzio, ma ha come ambiente Siena.

1432-1444 In 12 anni il Piccolomini si è già largamente affermato come poeta versatile ed inverecondo ma fertile ed estemporaneo scrittore di lettere, memoriali e discorsi detti e scritti, di carattere polemico e pubblicistico.

1444 Scrive una commedia di intreccio e ambiente licenzioso «Chrysis», ma subito dopo scrive anche il vivacissimo ritratto della infelicità dei cortigiani, «De curialium miseriis», che segna il primo passo verso la redenzione morale e religiosa da una vita forse alquanto dissipata, per propria e non dissimulata confessione.

1444 E. S. Piccolomini è inviato da Federico III, Signore della città di Trieste, a ricevere dai Triestini il rinnovo del giuramento di fedeltà agli accordi di dedizione e di affidamento al protettorato dei duchi d’Austria.

1444 E. S. Piccolomini è inviato nell’Istria settentrionale a Montona e Pisino per questioni di confine e vie commerciali fra l’Austria e la Repubblica di Venezia. E insidiato dal conte di Waldsee, Signore feudale di Duino e della Carsia. Sfugge a stento la cattura e forse peggio. Notizia della tragica sconfitta di Varna, (10 novembre), in Bulgaria, sul Mar Nero; morte del nobilissimo ed integerrimo Cardinale di Sant’Angelo, Giuliano Cesarini, già presidente e plenipotenziario di papa Eugenio IV alla apertura del Concilio di Basilea nel 1431, dove il Piccolomini poté conoscerlo nel 1432. In quell’eccidio peri anche Wladislao, re legittimo della Polonia ed usurpatore del regno di Ungheria, ai danni di Ladislao Postumo, minorenne e sotto la tutela di Federico III, suo prozio paterno.

1445 Memorabile e rischioso viaggio compiuto da E. S. Piccolomini per incarico di Federico III a Roma presso il Papa Eugenio IV, per dirimere le difficili trattative atte a togliere la neutralità, consentire l’obbedienza a Roma e por fine allo scisma di Basilea cioè del Concilio e di Felice V.

1445 Esito propizio e felice della missione di E. S. Piccolomini a Roma.

1445-1446 Continuano le trattative per abrogare la neutralità dei principi germanici: Giovanni Carvajales, spagnolo, è creato Cardinale di Sant’Angelo; diventa Cardinale anche Tommaso Parentuccelli di Sarzana, col titolo di Santa Susanna; sono entrambi amici e ammiratori di E. S. Piccolomini.

1446 8 febbraio: Il Papa Eugenio IV nomina E. S. Piccolomini segretario pontificio.

1446 1 marzo: data dell’opera «De ortu et Romani auctoritate irnperii».
1446-1447 Nuova ambasceria di E. S. Piccolomini a Francoforte sul Meno. Congresso dei principi per recedere dalla neutralità e offrire l’obbedienza al Papa di Roma. Atti pontifici di moderazione e concessioni ai principi germanici per ottenere l’abbandono della teoria conciliare in favore dell’autorità papale, auspice attivo E. S. Piccolomini, che diventa sud-diacono, pochi giorni dopo diacono. Il 4 marzo 1447 è ordinato sacerdote.

1447 Il 19 aprile è nominato vescovo della diocesi di Trieste; è consacrato il 15 agosto, nel Duomo di Santo Stefano in Vienna, dalle mani del Cardinale di Sant’Angelo, Giovanni Carvajales, del quale resterà sempre amico e confidente, legatissimo da reciproco affetto e da concordia di ideali politici e religiosi.

1447 E. S. Piccolomini vescovo di Trieste. Muore Filippo Maria Visconti duca di Milano (13 agosto). Contesa per la successione fra Alfonso il Magnanimo re di Napoli, Carlo VII di Valois, re di Francia, la Repubblica di Venezia, Federico III, re dei Romani, che invia un’ambasceria di cui è parte E. S. Piccolomini. Gaspare Schlick, cancelliere di Federico III, cade in disgrazia di Federico III fra i cortigiani; con lui sono travolti anche gli amici e i suoi familiari. Se ne addolora assai e si spegne prematuramente di crepacuore. Enea deluso dal fallimento della missione a Milano e coinvolto momentaneamente nella rovina del Cancelliere, suo amico e protettore, si ritira nella sua diocesi di Trieste e qui scrive l’aureo trattato sulla educazione del principe «De liberorum institutione», che dedica quale strenna natalizia per il 1449 al re di Ungheria e di Boemia, Ladislao Postumo, fanciullo di anni dieci, orfano di padre e di madre, e perciò tenuto sotto la tutela molto gelosa del re dei Romani Federico III.

1450 Febbraio: Francesco Sforza occupa Milano, abbattendo la debole e discorde Repubblica Ambrosiana e se ne rende Signore, severo, equanime, umano. E. S. Piccolomini ha un incontro politico e arrendevole con il condottiero vittorioso Francesco Sforza il quale auspica il riconoscimento del ducato, ormai suo, da parte del re Federico III, di cui il Piccolomini è il fiduciario.

1450-1451 E. S. Piccolomini è a Roma per il giubileo ed è poi inviato a Napoli per trattare il matrimonio del re de’ Romani Federico III d’Asburgo con Eleonora, Infanta di Portogallo, sorella del re Alfonso V, e nipote "ex sorore’~ di Alfonso il Magnanimo, re di Napoli.

1450 23 settembre: E. S. Piccolomini riceve la nomina di vescovo di Siena mediante lettera personale di Niccolò V (6 marzo 1447-24 marzo 1455).

1450 10 dicembre: Conclusione delle trattative per il fidanzamento fra Federico III ed Eleonora di Portogallo.

1451 E. S. Piccolomini è inviato in Boemia a proporre accordi e conciliazione con gli Ussiti. Scrive una lettera, che è come una cronaca della sua missione, al suo superiore e intimo amico Giovanni Cavajales, Cardinale di Sant’Angelo.

1451 Ottobre: E. S. Piccolomini è inviato in Italia per agevolare la via al re dei Romani diretto a Roma per l’incoronazione a Imperatore del Sacro Romano e Germanico Impero.

1451-1452 E. S. Piccolomini attende per più di due mesi Eleonora al Porto di Talamone e intanto visita le città e le rovine etrusche in tutta la costa della Maremma con avida ed intelligente curiosità.

1452 Gennaio: Solenne accoglienza di Federico III e del suo seguito a Firenze.

1452 Eleonora però sbarca finalmente a Livorno il 2 febbraio. Il Piccolomini accorre a Pisa per riceverla e poi accompagnarla a Siena. Federico III a Siena vi era già arrivato da Firenze il 7 febbraio 1452. L’incontro dei due sposi promessi avviene il 24 febbraio a Siena, fra la seconda e la terza porta della città all’interno della Porta Camollia, dove esiste tuttora la colonna commemorativa, a destra di chi entra in Siena, a ricordo del grazioso e commovente primo sguardo che i due fidanzati si saranno scambiati. Per la promessa sposa parlò Enea Silvio; si può immaginare con quanta grazia da parte di colui che avrebbe già compreso ante litteram «l’eterno femminino regale». Per lo sposo promesso aveva rivolto prima il saluto di ben venuta il dignitario e interprete colto Enrico Leubin. In quale lingua parlassero i due promessi non è detto nei «Commentarii», ma nella lettera del Piccolomini da Neustandt del 27 gennaio 1454 (due anni circa dopo le nozze) è scritto a modo di epilogo ad Alfonso il Magnanimo re di Napoli: «L’imperatore, tuo figlio, e la sua consorte, Eleonora, tua nipote, godono ottima salute e si vogliono veramente bene».

1452 Il 16 marzo: Federico è incoronato a Roma re di Italia e le sue nozze con Eleonora sono celebrate dal Papa Niccolò V, con l’assistenza del vescovo di Siena E. S. Piccolomini.

1452 Festa di San Giuseppe, 19 marzo: Federico è incoronato Imperatore ed Eleonora Imperatrice.

1452 Loro viaggio a Napoli presso lo zio Alfonso il Magnanimo. Ritorno a Roma dove E. S. Piccolomini pronunzia il 25 aprile davanti al Pontefice Niccolò V un ampio ed energico discorso sulla necessità di contenere l’avanzata dei Turchi e di respingere la loro invasione nella Penisola Balcanica: primo impegno per una Crociata.

1452 Viaggio di ritorno in Austria dell’Imperatore e dell’Imperatrice, sempre accompagnati da E. S. Piccolomini, protagonista ed interprete fra molti e nobili dignitari e dame di alto rango.

1452 Ancora in primavera: Viterbo, Siena, Firenze, Bologna; il 18 maggio a Ferrara Borso d’Este chiede di essere creato duca di Modena e Reggio Emilia e conte di Rovigo e Comacchio. L’Imperatore accondiscende su richiesta di Enea, ma pretende un tributo annuale di 4.000 ducati, che in seguito saranno ridotti a 3.000. E.S. Piccolomini tiene un discorso di elogio della Casa d’Este e di Borso e di riconoscenza all’Imperatore. Il discorso è tenuto nella piazza pubblica fra grande folla di cittadini o sudditi; si può pensare in lingua italiana, con il seguito di una traduzione teutonica di Enrico Leubin, almeno per gli ospiti che non avessero inteso l’italiano e tanto meno il latino.

1452 Soggiorno di Federico III a Venezia, e non pare troppo gradito ai veneziani, per la ben nota spilorceria dell’incomodo ospite e le poche simpatie che godeva E. S. Piccolomini presso la Repubblica Veneta come del resto a Milano, in quanto ormai troppo legato tagli interessi dell’Imperatore e delle regioni austriache e teutoniche, al di là delle Alpi!

1452-1453 E. S. Piccolomini è di nuovo in Austria anche come delegato della Santa Sede e partecipa a varie diete e conferenze a Wiener Neustadt e a Vienna. Sostiene col Cardinale Nicola Cusano e con il Cardinale Giovanni Carvajales la necessità della Santa Crociata contro i Turchi. Tanto più dopo la conquista di Costantinopoli, il 29 maggio 1453, da parte di Maometto Il. E. S. Piccolomini si adopera per ottenere la concordia fra gli Stati e le città dell’Europa centrale. Invita in Austria e Germania il Minorita Giovanni da Capestrano a predicare e incitare i popoli e i principi a una spedizione militare bene ordinata allo scopo di contenere e cacciare dai confini dell’Ungheria e dalla Balcania il pericolo dell’invasione dei maomettani.

1453 Il 15 dicembre l’Imperatore concede molti e particolari benefici al Piccolomini con il privilegio dei estenderli ai suoi consanguinei legittimi, naturali o adottivi, cioè egli diventa Conte Palatino e Principe dell’Impero con diritto ereditario per semplice notazione ed adozione testamentaria.

1454 Il 1 giugno è nato il primo figlio a Eleonora di Portogallo, Imperatrice; tutti ne sono felici; Federico l’ha nominato arciduca, (è il primo della serie); è dunque dimostrato che l’Imperatore è un gallo vivace e di buona stirpe (Lettera al cardinale Giovanni Carvajales). Comunque gli imperiali sposi si amavano ed Eleonora ha imparato agevolmente il tedesco; in seguito nell’anno 1459 nacque l’altro arciduca, che fu Massimiliano i ed erede al trono degli Asburgo d’Austria e dell’impero.

1454-1455 Si susseguono, una generata dall’altra! le Diete di Ratisbona e quella di Francoforte sul Meno (1454); la Dieta di Wiener-Neustadt nel febbraio 1455.

Il 9 aprile 1454 si era conclusa in Italia, auspice il papa Niccolò V, la pace di Lodi, anche per lo sgomento e l’apprensione dopo la caduta dell’Impero Greco d’Oriente.

1455 Il 24 marzo muore Niccolò V. Gli succede Callisto III, Borgia. E. S. Piccolomini e Giovanni Hinderbach giungono a Roma per l’«obbedienza» al nuovo Pontefice e per continuare l’opera di persuasione alla concordia in vista della Crociata della Cristianità contro i Turchi. E. S. Piccolomini si adopera dopo il 1455 a riordinare la sua diocesi di Siena, a sistemare parenti e consanguinei, a mantenere la pace e la concordia fra Siena, Firenze e il regno di Napoli.

1456 Il 22 luglio è riportata la grande vittoria di Belgrado sui Turchi dall’esercito cristiano guidato dai tre Giovanni: Hunyadi, Capistrano e Cardinale Carvajales, legato pontificio. 1) Giovanni Hunyadi, re d’ungheria, già vaivoda, cioè governatore. 2) Giovanni da Capistrano, predicatore per la Crociata. 3) Giovanni Carvajales, Cardinale di Sant’Angelo, spagnolo, ambasciatore pontificio per l’Austria, la Boemia e l’Ungheria.

1456 Il 17 dicembre E. S. Piccolomini è creato Cardinale da Callisto III; assume il titolo di Santa Sabina; scrive a Martino Mayer, segretario dell’arcivescovo, principe Elettore di Magonza, la lettera-trattato sulla Curia di Roma e la Germania, con i benefici da questa acquisiti grazie alla civiltà latina e cristiana.

1457 Il 23 novembre, muore a Praga il re di Boemia e d’Ungheria, Ladislao Postumo, di anni 17. Gli succede come re di Boemia Giorgio Podjebrad, personaggio temerario ed ambiguo agli occhi del Piccolomini.

1458 E. S. Piccolomini termina nel mese di marzo la storia di Federico III Imperatore e dell’Austria (Historia Friderici Tertii et Austriae). Nel giugno 1458 si reca per la cura della gotta ai Bagni di Viterbo e scrive la Storia del popolo Boemo (Historia Bohaemorum). Dedica l’opera ad Alfonso V, il Magnanimo, che però muore prematuramente senza averla ricevuta, il 27 giugno 1458.

1458 Il Papa Callisto III non ratifica la successione di Ferdinando I come re di Napoli e successore del padre Alfonso V, in quanto aspira a rendere il regno di Napoli un feudo o protettorato dello Stato Pontificio. Muore però nel giorno della Trasfigurazione di Cristo, festa da lui stesso istituita, e cioè il 6 agosto 1458. Conclave aperto il 14 agosto e il 19. E. S. Piccolomini è eletto Papa assumendo il nome augurale di Pio Il.

1458 Propositi di Pio Il:

1) La concordia e la pace fra tutti gli stati cristiani; freno e contenimento alla baldanza di Maometto II.

2) Riforma della Chiesa negli istituti e nei costumi dall’alto in basso e dagli umili ai più alti dignitari, secondo il programma del Cardinale di San Pietro in Vincoli, Nicola Cusano, da lui molto stimato e rispettosamente venerato per la profonda dottrina e la condotta esemplare in ogni momento.

3) Rispetto e conferma della successione, nel regno di Napoli, di re Ferdinando I, figlio naturale di Alfonso V il Magnanimo, che gli era sempre stato amico e benevolo ed era cugino dell’Imperatrice Eleonora.

4) La Crociata contro l’invasione dei Turchi, da attuarsi con ogni mezzo, con prudenza ma senza tentennamenti per la salvezza della Cristianità e della Civiltà Greco-Latina e cioè europea ed occidentale.

1459: Bolla del 13 Gennaio: costituzione del Sacro Ordine "Societas Jesu Christi"

sopra, 1459: Bolla del 19 Gennaio: costituzione Sacro Ordine Societas Jesu Christi
gli appartenenti al Sacro Ordine "Santa Maria di Betlemme" (il secondo Ordine costituito poche settimane dopo sempre dallo stesso Pontefice) sono Cavalieri nominati ex  officio appartenenti al Sacro Ordine Societas Jesu Christi

sotto: (RAI Storia) il dipinto nel Duomo di Siena con Papa Pio II nel Porto di Ancona con le Navi del Sacro Ordine Societas Jesu Cristi con la Lega Santa, il programma di difesa della Cristianità avrà l'epilogo con la famosa vittoria della Battaglia di Lepanto ottenuta grazie alla continuazione del progetto di Lega Santa di Papa Pio V nel 1571

sotto: ecco il Porto di Ancona nell'attualità dei nostri giorni, con l'Arco di Traiano costruito nel 156 d.C. e sullo sfondo il Duomo di Ancona così come raffigurato nel dipinto nell'antica Libreria di Papa Pio II all'interno del Duomo di Siena


è presente via Papa Pio II dal porto verso il Duomo, per commemorare gli eventi del 1464 con la Serenissima di  Venezia e la Lega Santa


la stradina in salita ripida fino al Guasco e poi al Duomo dell'Arcidiocesi di Ancona che ha più di duemila anni di storia, vi sono resti antecedenti alla costruzione dell'Arco di Traiano (sopra)



1459-1460 Concilio di Mantova o Dieta di Mantova: 1 giugno 1459 - 18 gennaio 1460 costituzione della Lega Santa con il Sacro Ordine "Società di Gesù" Societas Jesu Christi, con i Cavalieri di Malta, con la Serenissima di Venezia ed altri Principati.

sopra: su RAI Storia del 21.2.2021 il passaggio a Firenze della Coorte del Sacro Ordine Societas Jesu Christi con il Suo Fondatore Papa Pio II diretto a Mantova per la costituzione della Lega Santa nel 1459. "Fotocronaca", Dipinto Rinascimentale voluto dal Magnate Cosimo de' Medici proprio nel 1459 pochi mesi dopo la costituzione dell'Ordine di Gesù (per questo è stato insignito dell'Alto Riconoscimento di Cavaliere di Giustizia). La "cabala" ha voluto peraltro che il Nobile Fiorentino morisse proprio lo stesso mese dello stesso anno di morte del Pontefice: Agosto 1464. La Storica Dr.ssa Isabella Insolvibile ha commentato la raffigurazione per la RAI

E' una strana coincidenza la vicinanza di pochi giorni delle due morti, quella del più grande Banchiere nel Mondo allora conosciuto Cosimo de' Medici “il Vecchio”, fondatore della celeberrima Nobile Dinastia, e il Papa Enea Silvio Piccolomini che era già in Ancona (vedi sopra “fotocronaca” Dipinto nella Libreria del Duomo di Siena su RAI Storia ) in attesa di vedere arrivare le imbarcazioni da Venezia per organizzare la Lega Santa in quella che poi fu chiamata e ricordata con la più importante vittoria dei Cristiani sull'Impero Ottomano creato da Maometto II. Se il Nobile Banchiere avesse finanziato la Lega Santa di sicuro ci sarebbero stati risultati più ravvicinati rispetto al 1571 (data dell'epilogo di Lepanto) rispetto all'Agosto del 1464 (mese della morte dei due personaggi). E' “storicamente lecito” quindi chiedersi se la morte improvvisa di Cosimo de' Medici sia stata una “morte naturale” o come raccontato nel film/DocuFiction di RAI Uno, sia stato avvelenato dal suo stretto e fedele collaboratore / Direttore della sua Banca … magari per evitare una colossale fuoriuscita di danaro per pagare le imbarcazioni di Venezia e venendo meno al trattato di Lodi del 1454, ponendo i Gonzaga di Mantova, sede della creazione della Lega Santa 1459/1460 al centro del successo politico/strategico del Sacro Ordine di Gesù www.SocietasJesuChristi.it e del Papa di Siena


1460 A Siena il 10 luglio Pio II pubblica la lettera latina a Maometto Il, nella quale lo esortava alla conversione, alla pace concordata ed a perpetua e fedele alleanza. 

1459-1462 Ricostruzione e rinnovamento altamente artistico di Corsignano, chiamato poi dall’agosto 1462, dal nome del novello fondatore, Pienza. Patrona della città è Santa Maria Assunta in Cielo, alla quale il Piccolomini fu sempre particolarmente devoto.

1461 Il 29 giugno, Caterina da Siena è proclamata Santa. Bolla di canonizzazione e panegirico di Pio Il dettati e detti in latino ed inoltre una ghirlanda di tre inni in versi saffici minori in onore della Santa scritti dallo stesso Pio Il per essere cantati nell’Ordinario del divino ufficio per la festa commemorativa annuale, il 10 maggio.

1460-1463 Guerra e alterne vicende nel reame di Napoli fra Argioini e Aragonesi. Larghi aiuti di Pio II a Ferdinando I, da cui sperava difesa e presidio per lo Stato Pontificio e presenza efficiente nella Crociata, che meditava grandiosa ed imminente e che sarebbe durata almeno tre anni.

1463 La Crociata è decisa. Pio II, scrive un compendio delle «Historiae Biondi Flavii» e porta a termine l’opera «Asiae et Euro pae iocorum descriptio», opere già iniziate nelle villeggiature operose di Tivoli nei mesi estivi del 1461 e del 1462.

1463 Il 31 dicembre fine del XII libro dei Commentarii.
1464 Preparativi non adeguati per la Crociata. Cronaca di essi nel breve e frammentario libro XIII dei Commentarii. Ultimi mesi della vita di Pio II: soggiorno a Siena e ai Bagni di Petriolo con la disperata speranza di riacquistare vigore e salute. Ritorna a Roma, parte per Ancona il 18 giugno, vi arriva il 18 luglio dopo aver attraversato le Marche nelle valli del Chienti e del Potenza, toccando città come San Severino Marche, Civitanova Marche, Porto Recanati, Loreto e Osimo. Angosciato e triste ma con l’animo fermo e costante.

Nunc animis opus, Aenea, nunc pectore firmo (Virgilio, Eneide, 1. VI, v. 261). (l'Opera di contrasto contro l'invasione islamica è stata poi completata da S. Pio V con la famosa Battaglia di Lepanto ).

Attesa delle navi di Venezia e di quelle di Genova, Pisa e pontificie guidate dal Cardinale Niccolò Forteguerrì, capo designato per la Crociata che riteneva dovesse durare almeno tre anni. Pio Il stanco e affaticato, deluso, ma consapevole di aver fatto con tutte le sue energie quanto era in suo potere e nella sua volontà indomita, esala l’ultimo respiro alle ore 21 nella notte fra il 14 e il 15 agosto 1464. Era la vigilia della festa di Maria Assunta in Cielo, di cui era particolarmente devoto ed in onore della quale aveva innalzato la nobile e luminosa Cattedrale di Pienza. Restano ancora pur sempre, del tempo di Pio II, ricordi e monumenti a Siena, Pienza, Roma, Ancona, Civitanova Marche (il torrione nella foto sopra) e Trieste, le bolle o lettere apostoliche per la fondazione delle Università degli Studi a Basilea, sul Reno, in Svizzera, a Ingolstadt, sul Danubio, in Baviera, a Nantes, nella Loira, in Bretagna. Ma la sua vita e la sua opera si illuminano e si dispiegano nella gloria della sua arte di scrittore latino eminente fra i più geniali, acuti e veritieri, che è la sua lode perenne, imperitura e senza tramonto.

Amedeo Recchi Ripani, Gran Priore del Sacro Ordine Societas Jesu Christi, chiede formalmente a tutte le Autorità Ecclesiali il processo di beatificazione e il riconoscimento della Santità di Pio II.